Field cyberdeck: concept e parts list per uno scenario grid-down
Ogni officina dovrebbe avere una macchina pronta a lasciare l'officina. Non la più potente: la più testarda. Quella che si accende quando la rete elettrica è un ricordo e l'ultima antenna ha smesso di rispondere. Questo appunto da campo è il primo di una serie: sto costruendo quella macchina.
Cos'è un cyberdeck (e cosa intendo io)
Il termine viene dai romanzi di William Gibson[1], ma la community che oggi costruisce cyberdeck[2] gli ha dato un significato pratico: un computer portatile assemblato a mano, spesso attorno a una single-board computer, con estetica e priorità decise da chi lo costruisce invece che da un reparto marketing. C'è chi li fa per bellezza, chi per retrocomputing. Il mio ha un obiettivo dichiarato: essere utile in uno scenario grid-down — niente rete elettrica, niente internet.
Da quell'obiettivo discendono tutti i vincoli di progetto, in ordine di priorità: autonomia energetica (deve vivere di batterie ricaricabili con un pannello solare), conoscenza a bordo (deve essere utile anche senza alcuna connessione), riparabilità (componenti standard, sostituibili, niente colla dove bastano le viti) e, ultima per scelta, la potenza di calcolo.
La parts list ragionata
- CERVELLO: RASPBERRY PI — una single-board della famiglia Pi: consumi nell'ordine di pochi watt, alimentazione a 5 V, GPIO per espansioni future e una montagna di documentazione. L'alternativa "laptop usato rigenerato" resta sul tavolo come piano B, ma perde su consumi e modularità
- ALIMENTAZIONE: CELLE 18650 — pacco batterie con celle 18650[3] e circuito di protezione/ricarica dedicato: standard diffusissimo, celle sostituibili singolarmente, ricaricabile da pannello solare via regolatore
- DISPLAY: 7 POLLICI — il compromesso tra leggibilità di un terminale e consumo: un pannello grande è il singolo componente più affamato di energia di tutta la macchina
- TASTIERA MECCANICA COMPATTA — formato ridotto (60-65%), switch sostituibili: è l'interfaccia primaria e deve sopravvivere ad anni di uso e a qualche riparazione
- GUSCIO: VALIGETTA RIGIDA — una custodia stagna tipo valigetta tecnica: protezione, trasportabilità, e il layout interno resta riconfigurabile
- RADIO: MODULO LORA/MESHTASTIC — predisposizione per comunicazioni off-grid a lungo raggio e basso consumo; sarà oggetto di una puntata dedicata
La conoscenza a bordo
Un computer da campo senza internet vale quanto ciò che contiene. Il piano software prevede un archivio consultabile offline: Kiwix con i file ZIM[4] di Wikipedia e di alcune wiki tecniche, manuali in PDF, mappe scaricate della propria regione, e la documentazione dei linguaggi con cui lavoro. L'intera libreria sta comodamente in una scheda SD da poche decine di gigabyte — il che, se ci si ferma a pensarci, resta una delle cose più vicine alla magia che il vecchio mondo ci abbia lasciato.
> cervello (pi + sd): ~3-5 W sotto carico
> display 7": ~4-6 W a luminosità media
> radio lora: trascurabile (mW, in ascolto)
> target autonomia: GIORNATA DI LAVORO CON UN PACCO 18650
I pezzi sono ordinati, il banco è sgombro. La prossima volta che leggerete di questa macchina, avrà un corpo.
Note
- William Gibson — in Neuromante (1984) il cyberdeck è il terminale portatile con cui i cowboy della console si collegano al cyberspazio. Il romanzo che ha dato il nome, e mezza estetica, al genere cyberpunk. ↑ torna al testo
- Community cyberdeck — scena maker internazionale che condivide build su forum e subreddit dedicati (r/cyberDeck): dal case stampato in 3D al relitto militare riconvertito. ↑ torna al testo
- 18650 — cella litio cilindrica da 18×65 mm, lo standard di fatto per progetti DIY, torce, e-bike e (in passato) pacchi batteria di laptop. Capacità tipiche 2000-3500 mAh per cella. ↑ torna al testo
- Kiwix / ZIM — Kiwix è un lettore offline open source; ZIM è il suo formato di archivio compresso. La Wikipedia italiana completa, senza immagini, occupa pochi gigabyte. ↑ torna al testo
SURVIVAL APPS